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domenica 14 ottobre 2007

Riparmio Energetico

La riduzione dei costi è frutto anche di comportamenti individuali volti ad una maggiore attenzione,il senisaro apre una nuova rubrica sul risparmio energetico in termini di costi, elencando alcuni consigli su come avere un risparmio energetico e soprattutto economico:

· Non tenere accese lampadine se non servono e sostituire quelle vecchie ad incandescenza con quelle fluorescenti a basso consumo e lunga durata.

· Usare la lavastoviglie o la lavatrice a pieno carico, il 40% circa della popolazione li usa a mezzo carico. La lavatrice, non regolarla a temperatura sopra i 60°.

· Non lasciare in funzione stand-by, televisori, computer, videoregistratori ecc…( spegnere fa risparmiare circa 8% dei consumi annui di energia elettrica, pari a 50 euro l’anno.

· Il microonde fa risparmiare e richiede circa la metà dell’energia necessaria a quello elettrico

· Preferire la doccia al bagno, richiede meno acqua

· Istallare nei vari rubinetti di casa, nelle docce ecc…i riduttori di flusso, (Gli economizzatori idrici o rompigetto areati, dispositivi che permettono di ridurre il flusso di acqua dai rubinetti con un risparmio, dato di Lega Ambiente, del 40/50 %.

· L’installare delle valvole termostatiche sui radiatori, questo consente una regolazione del calore adeguata in ogni stanza, sostituendo la valvola manuale con quella termostatica he regola automaticamente il flusso di acqua calda in base alla temperatura che si sceglie.

· Nei periodi invernali controllare il cassonetto dell’avvolgibile, se non è adeguatamente isolato si verifica una notevole dispersione di calore verso l’esterno.

Altri studi sull’efficienza domestica e stili abitativi, li trovate nel rapporto qui pubblicato del WWF-RAS ( Gruppo Allianz) realizzatala Manko& Consultino.



sabato 14 luglio 2007

Minieolico




Terza parte del nostro viaggio nel mondo dell'energia alternativa. Oggi parliamo del mini eolico

La produzione di energia elettrica da fonte eolica sfrutta l'energia cinetica presente nel flusso del vento, che viene trasformato in elettricità attraverso macchine motrici chiamate aerogeneratori o turbine eoliche. Il principio di funzionamento delle turbine eoliche si basa sulla rotazione delle pale spinte dal vento, e tale movimento di rotazione viene trasmesso a un generatore che produce elettricità. Gli aereogeneratori o turbine eoliche possono avere diverse dimensioni.

Le mini turbine eoliche, molto piccole, moderne e silenziose sono specifiche per l'utilizzo urbano, in quanto hanno un impatto visivo quasi nullo, e inoltre perchè sono in grado di produrre energia anche con flussi ventosi modesti (la scarsa velocità del vento è tipica dell'ambiente urbano). Le turbine del mini eolico raggiungono al massimo 20KW di potenza e possono trovare spazio su tetti, terrazzi oppure possono essere installati tramite apposite strutture di sostegno. Inoltre, al contrario dei grandi aereogeneratori, il minieolico si presta alla generazione distribuita di elettricità, non necessitando di grandi infrastrutture per il trasporto dell'energia elettrica presso le utenze.

Prima di installare un microgeneratore è importante verificare che il sito scelto abbia caratteristiche di ventosità minime da poter giustificare la scelta, questa verifica può essere fatta riferendosi alle mappe eoliche nazionali o ai dati delle misurazioni delle stazioni metereologiche più vicine. Anche i piccoli impianti eolici possono essere impiegati sia come sistemi autonomi non allacciati alla rete elettrica, sia come impianti connessi in parallelo alla rete elettrica (esistono anche sistemi "ibridi": eolico+fotovoltaico).

L'installazione di una pala eolica sul tetto presenta costi pari a circa 1500euro per KW di potenza. Ipotizzando che una famiglia installi una turbina da 5KW, la spesa di installazione è di circa 7500euro, e con una corretta installazione l'aereogeneratore potrebbe produrre in un anno fino a 10000KWh.

Anche gli impianti eolici beneficiano dei contributi per lo scambio di energia elettrica sul posto.

giovedì 12 luglio 2007

Il fotovoltaico

Secondo capitolo nel viaggio su quali sarebbero le tecnologie ecologicamente corrette applicabili in un paese come Senise. In questo post parleremo specificamente di fotovoltaico

Gli impianti fotovoltaici consentono la trasformazione diretta della radiazione solare in energia elettrica sfruttando le carattersitiche di alcuni materiali semiconduttori. Componente fondamentale degli impianti fotovoltaici è la cella fotovoltaica, costituita da una sottile fetta di materiale semiconduttore, di forma circolare o quadrata, il materiale usato per la costruzione di queste celle è il silicio (uno degli elementi più abbondanti sul nostro pianeta), che viene utilizzato in diverse forme: monocristallino, policristallino e amorfo. La fetta di silicio subisce trattamenti chimico-fisici su entrambi i lati in modo da determinare un campo elettrico nella zona di contatto fra i due strati, e quando la cella è esposta ai raggi solari si generano cariche elettriche e quindi elettricità a corrente elletrica continua.

Più celle connesse in serie costituiscono un modulo fotovoltaico, è realizzato in modo da resistere agli agenti atmosferici e viene collegato in serie con altri moduli formando una struttura chiamata pannello. A loro volta un insieme di pannelli, collegati elettricamente in serie, costituisce una stringa, mentre il collegamento in parallelo tra più stringhe è chiamato campo fotovoltaico.

Il funzionamento dell'impianto fotovoltaico e, in particolare, il trasferimento dell'energia dal pannello agli apparecchi elettrici di uso comune è garantito da altri componenti come gli apparecchi di regolazione della potenza, cavi elettrici e quadri di connessione. Un'importanza particolare ha l'inverter, un dispositivo che trasforma la corrente continua prodotta dai moduli, in corrente alternata utilizzabile dai comuni elettrodomestici.

Gli impianti fotovoltaici offrono il vantaggio di essere costruiti secondo le reali necessità dell'utente, e possono essere utilizzati sia a servizio di sistemi isolati (sistemi stend alone), sia in connessione con la rete elettrica (grid connected).

I sistemi stend alone necessitano di un sistema di accumulo a batterie per far fonte ai periodi di minore disponibilità dell'energia solare (es. durante la notte) e sono utilizzati per elettrificare utenze isolate o comunque non raggiunte dalla rete elettrica. Le applicazioni più diffuse servono ad alimentare: sistemi di illuminazione; segnaletica; alimentazione dei servizi nei camper; apparecchiature per il pompaggio dell'acqua (in agricoltura); centraline di rilevazioni climatiche; ecc.

I sistemi connessi alla rete elettrica non richiedono accumulo perchè nelle ore in cui il generatore fotovoltaico non è in grado di produrre energia necessaria, la rete fornisce l'energia richiesta. Nel periodo in cui l'energia prodotta dal sistema fotovoltaico eccede le richieste dell'utenza, l'elettricità in esubero viene invece immessa nella rete elettrica: lo scambio dell'energia elettrica è dunque birdirezionale, e il conteggio dei flussi nelle due direzioni avviene mediante due contatori.

La produzione di energia da parte di un impianto fotovoltaico varia nel corso dell'anno e dipende da diversi fattori tra cui la latitudine, l'altitudine, l'orientamento, l'inclinazione della superficie dei moduli e l'efficienza di questi e dei circuiti elettrici.

Considerando che il consumo di elettricità di un'abitazione monofamiliare varia da 3000 a 4000KWh/anno, un sistema fotovoltaico dovrebbe avere una potenza tra 2 e 3 KWp. Il costo dell'investimento iniziale per l'acquisto del sistema completo (pannello e inverter) di piccola taglia è di circa 5500-6000 euro per KWp, i costi di esercizio e manutenzione degli impianti fotovoltaici sono molto limitati dovuti alla notevole affidabilità delle apparecchiature utilizzate.

La produzione di energia elettrica attraverso la coversione fotovoltaica è stata incentivata a livello nazionale attraverso il Decreto ministeriale del 6 febbraio 2006 che prevede contributi diversi a seconda della taglia e del grado di integrazione architettonica degli impianti, e la possibilità di optare per lo scambio sul posto o per la cessione in rete dell'energia prodotta (per il quale è previsto un premio), per installazioni fra 1 e 3 KW.

martedì 10 luglio 2007

Pannelli solari termici




Il post precedente voleva seppur sinteticamente dimostrare la fattibilità di scelte energetiche alternative senza rivoluzionare la propria vita quotidiana. Il Senisaro vuole ora spiegare meglio, ma senza ergersi a esperto, quali sarebbero le possibili tecnologie ecologicamente corrette applicabili in un paese come Senise. In questo post parleremo specificamente dei pannelli solari termici.

Il solare termico è la tecnologia che consente l'utilizzo dell'energia solare per produrre calore. Il suo componente fondamentale è un convertitore di energia solare, detto collettore solare.

II collettore solare, è composto da una piastra captante di materiale metallico (rame o acciaio), sulla quale sono saldati i tubi dove scorre il fluido (l'acqua) da scaldare; la piastra è inserita in una scatola di contenimento dalla quale viene isolata con appositi materiali. sulla superficie esposta al sole c'è la copertura trasparente in vetro o materiali plastici.

A causa della discontinuità dell'irraggiamento solare, è sempre presente nell'impianto un serbatoio, isolato termicamente, dove viene accumulata l'acqua scaldata che viene resa disponibile quando necessaria per l'uso.

Attraverso l'uso di pannelli solari termici è possibile ottenere:

· Acqua calda per uso sanitario. L'utilizzo di questi impianti solari (i più economici) consente un sensibile risparmio nella spesa energetica e la loro diffusione su grande scala potrebbe permettere di ottenere notevoli riduzioni delle emissioni di gas ad effetto serra. Per calcolare le dimensioni del collettore solare per la produzione di acqua calda sanitaria di un'utenza domestica, è necessario partire dai consumi effettivi di acqua calda: per una famiglia composta da quattro persone occorrono mediamente circa 200 litri di acqua a 45°C al giorno. Il numero di collettori necessario varia anche a seconda della zona geografica: nel sud italia la superficie richiesta è di 0,5 mq di collettori a persona, il posizionamento ottimale è verso sud, con un'inclinazione tra i 30° e i 45°.

· Riscaldamento degli edifici. Questa soluzione prevede anche un buon isolamento termico complessivo dell'edificio che si vuole riscaldare e l'adeguamento dell'impianto ma, consentendo risparmi per oltre il 50% delle spese annue per il riscaldamento, l'installazione di questo impianto si tradurrebbe in un ottimo investimento da tenere in considerazione in occasione di ristrutturazioni importanti o costruzioni di nuovi edifici. Per ottimizzare la resa energetica di queste soluzioni impiantistiche è preferibile dotare l'abitazione di un sistema di riscaldamento a bassa temperatura. In pratica, si fanno passare per terra o sul murodei tubi,nei quali scorre il fludido caldo: in questo modo tutta la superficie del pavimento o della parete scambia calore. I tubi sono installati sopra un materiale isolante, che previene la dispersione del calore al di sotto del pavimento, sopra i tubi viene posato il massetto e quindi la normale copertura del pavimento (piastrelle o altri). Per quanto riguarda la superficie dei collettori solari da installare, questa dipende dalla tipologia di collettore e dal sito di installazione, comunque questa varia tra 0,25 e 0,10 mq per metro quadro di locale da riscaldare.

I costi di realizzazione di questo impianto possono essere ammortizzati in pochi anni grazie al sensibile risparmio sulla bolletta e agli incentivi, in genere erogati mediante bandi pubblici, solitamente gestiti dagli enti locali (regioni, province e comuni), che offrono un cofinanziamenti in conto capitale fino al 25-30% del costo dell'impianto (iva esclusa). A questi si aggiungono particolari agevolazioni fiscali introdotti con Legge Finanziaria del 2007: iva al 10% e la possibilità di ottenere una detrazione Irpef per una percentuale (55% dal 2007) della spesa sostenuta (con tetto di 60000 euro).

Inoltre la spesa energetica potrebbe diminuire facendo alimentare elettrodomestici quali lavabiancheria e lavastoviglie direttamente dal sistema solare termico, così si eviterebbe la dispersione del calore raccolto che si ha specialmente in estate, quando la produzione di calore da parte dei pannelli solari è maggiore e il bisogno di acqua calda diminuisce.

I benefici di un impianto installato dipendono dalla posizione geografica, dalle caratteristiche meteoclimatiche del sito, dalla tipologia di utenza da servire, dal tipo e dall'efficienza del collettore impiegato (collettori piani, semivuoto) e dalla complessità generale del circuito. l'impianto tipo per una famiglia di quattro persone prevede quattro metri quadri di collettori piani abbinati ad un serbatoio da 300 litri, la spesa prevista per tale impianto è indicatamente 3500-4000 euro, i costi di manutenzione ordinaria circa 2,5 euro/mq l'anno.

Questa tecnologia tuttavia presenta ancora interessanti prospettive di sviluppo tecnologico, orientate all'utilizzo dell'energia termica per la produzione di freddo e di elettricità (termodinamico).

lunedì 9 luglio 2007

Paesi alternativi


L’energia alternativa è stata già presa in considerazione ed attuata da molti paesi che hanno cavalcato l’onda del progresso, imponendosi un risparmio energetico naturale che ha portato tutti questi paesi all’innovazione e all’evoluzione

Di esempi, per far capire, che un funzionamento è possibile e soprattutto è utile, arrivano attraverso gli studi di lega ambiente su diversi paesi ecologicamente corretti.

Basti pensare che un paesino come Scansano (Grosseto) ospita in una sua frazione, un parco eolico da 10 pale che alimenta il fabbisogno di circa 50 mila persone.

A Varese Ligure, primo paese europeo con due certificazioni ambientali( Iso 14001 e Emas) grazie all’eolico e fotovoltaico produce più dell’energia che serve, circa 6 milioni di kilowatt l’anno, solo grazie alle pale, utile per un fabbisogno di 10 mila persone.

A Fivizzano ( Toscana), in questo caso l’energia alternativa in questione è la biomassa: sono convertiti in energia gli scarti della lavorazione del legno e ciò che si ottiene dalla ripulitura dei boschi.

In Basilicata , invece, il comune con la maggior diffusione di fotovoltaico in rapporto alla popolazione, utilizzato per l'illuminazione pubblica: è Cirigliano (Mt)

Per concludere i comuni delle fonti rinnovabili, in Italia, sono 1.262, dati di Lega ambiente nel 2007.

Il dossier di Lega Ambiente è scaricabile qui!

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