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mercoledì 28 maggio 2008

«Caso Scanzano» a Washington


La reazione «degli amministratori locali» lucani che, nel 2003, bloccarono la costruzione del deposito nazionale di scorie nucleari a Scanzano Jonico, arriva a Washington e diventa un «caso di studio» per il Congresso degli Stati Uniti. Lo rivela un documento esclusivo che il Government Accountability Office (il Gao è il braccio investigativo del Congresso) ha appena pubblicato sul suo archivio elettronico www.gao.gov).

L'incartamento è la trascrizione della deposizione fatta dal direttore del dipartimento Risorse Naturali e Ambiente, Gene Alois lo scorso 20 maggio. I deputati, infatti, stanno affrontando una questione che riguarda molto da vicino il nostro Paese.

Come rivelò la «Gazzetta» in anteprima nazionale, a giorni la Commissione nucleare americana potrebbe autorizzare l'importazione dall'Italia di 20.000 tonnellate di rifiuti radioattivi e anche l'esportazione in Italia di circa mille tonnellate di scorie (per far chiarezza in proposito, il deputato pugliese Dario Ginefra, del Pd, ha presentato un'interrogazione).

Se arrivasse l'«ok» della Commissione Usa, il nostro Paese si libererebbe di 28.300 metri cubi di materiale contaminato delle 4 centrali atomiche italiane e di alcuni impianti della «filiera atomica», come l'Itrec di Rotondella, in provincia di Matera.

Il problema è che tre deputati (Jim Matheson per lo Utah, Ed Whitfield per il Kentucky e Bart Gordon per il Tennessee), hanno proposto di modificare l'Atomic Energy Act e, quindi, di proibire alla Commissione nucleare Usa di autorizzare le importazioni di scorie. Sintetizzando, la loro preoccupazione è la seguente: posto che in America ci sono 104 centrali atomiche, se noi statunitensi riempiamo i nostri depositi di rifiuti radioattivi stranieri, dove metteremo quelli che produciamo noi?

Così Gene Aloise ha dovuto fare il punto della situazione. Per prima cosa ha dovuto ammettere che il Gao, nel 2005, si sbagliava quando sosteneva che i depositi americani potevano stoccare le scorie nazionali per altri 33 anni.

I calcoli - si legge nel documento, redatto in inglese - devono essere rifatti, perché non tenevano conto dei rifiuti importati.

L'alto funzionario rivela, poi, che «soltanto l'Italia non può smaltire i rifiuti a bassa e ad alta radioattività e non ha centralizzato lo stoccaggio delle scorie».

Soltanto l'Italia su 18 Paesi: Australia, Belgio, Canada, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Ungheria, Giappone, Messico, Norvegia, Olanda, Repubblica Slovacca, Spagna, Svezia, Svizzera e Gran Bretagna.

Per spiegare al Congresso questa «anomalia internazionale», Aloise afferma: «Come riportato dall'Italia alla Nuclear energy agency, nel 1999 (Governo D'Alema - n.d.r.), il governo italiano ha incominciato a sviluppare una strategia per gestire l'"eredità" della passata attività atomica.

Strategia che prevedeva che una nuova compagnia nazionale (la Sogin, Società Gestione Impianti Nucleari; n.d.r.) si occupasse dello smantellamento degli impianti nucleari. Il governo creò anche una Agenzia nazionale che avrebbe dovuto occuparsi del deposito unico nazionale dei rifiuti radioattivi».

«Un successivo decreto governativo (Governo Berlusconi; n.d.r.), nel 2001 accelerò il processo per l'individuazione di un deposito nazionale, che avrebbe dovuto diventare operativo nel 2010. Ciononostante - continua il dirigente americano - il governo italiano ha recentemente riferito di aver incontrato sostanziali difficoltà nella creazione del deposito perché gli amministratori locali hanno bocciato i siti che erano stati individuati». La loro «resistenza - precisa Gene Aloise - ha fatto cancellare la data» in cui l'Italia avrebbe potuto disporre d'un deposito per le sue scorie ovvero, «circa 31.130 metri cubi di rifiuti a bassa radioattività che deriveranno dallo smantellamento degli impianti nucleari, cui vanno sommati i 23.461 metri cubi che già sono stoccati».

Fonte: peacelink

mercoledì 30 aprile 2008

Basilicata fuori legge sui rifiuti


La OLA (Organizzazione Lucana Ambientalista) - Coordinamento apartitico territoriale di Associazioni, Comitati, Movimenti e Cittadini – denuncia, ancora una volta, come sia inaccettabile aver utilizzato a pretesto lo stato di emergenza e la solidarietà alla vicina Campania, per giustificare operazioni sui rifiuti definite illegittime anche dalla Corte di Giustizia Europea, che ha recentemente sentenziato una infrazione all’Italia che purtroppo finirà per gravare sulle tasche degli incolpevoli cittadini.

Infatti, con una raccolta differenziata in Basilicata che si assesta ad un misero 7% e con una produzione pro-capite annua di rifiuti pari a 400 Kg. per abitante (rapporto APAT sui rifiuti 2007) che è la più bassa in Italia, la regione paradossalmente diventa esempio della mancata applicazione della Direttiva Comunitaria in materia di riduzione dei rifiuti ed utilizzo improprio dell’incenerimento. Questo paradosso è ancor più evidente dopo la recente pronuncia della Corte di Giustizia della UE e diviene la “cartina tornasole” ai silenzi del Sindaco di Venosa, Castelgrande, e dell’Assessore all’Ambiente della Provincia di Potenza, Iacobuzio, a seguito dei recenti comunicati di Accademia Kronos e OLA in cui si chiedevano lumi sul progetto di raddoppio della discarica comunale di Notarchirico a Venosa. I due rappresentanti istituzionali, vanamente, sono stati chiamati in causa per fornire precise risposte ai cittadini. Sembrerebbe, invece, che alle risposte abbiano preferito nascondere la testa sotto la sabbia come gli struzzi. Infatti, mentre l’UE chiede agli Stati membri di perseguire politiche di riduzione dei rifiuti, evitando la realizzazione di nuove discariche e inceneritori, dichiarati espressamente inquinanti, in Basilicata grazie ad Ordinanze emergenziali approvate in deroga ai Piani Provinciali dei Rifiuti si raddoppiano i metri cubi delle discariche esistenti con aggravi dei costi di gestione a carico dei cittadini ignari, e si propinano la costruzione di nuovi inceneritori chiamati impropriamente termovalorizzatori.

E’ ormai chiaro che siamo in presenza di un nuovo business, quello delle “discariche degli altri”, ovvero di discariche extraregionali e degli inceneritori da cui i Comuni pensano di rimpinguare le casse, addebitando però i costi di gestione ai cittadini con ritocchi della TARSU, la tassa sui rifiuti solidi urbani. La discarica di Notarchirico di Venosa non è che l’esempio, l’icona di questo nuovo affare sui rifiuti. Si preferisce privilegiare il ricorso all’impiantistica ed al trasporto dei rifiuti prevedendone l’incremento solo per operare conseguentemente un freno alla raccolta differenziata che rappresenta invece la vera soluzione al problema. Le “ordinanze” emergenziali emanate dal Presidente della Giunta regionale di Basilicata di ampliamento delle discariche di Potenza, Genzano di Lucania e Lauria, ma anche per la stessa provincia di Matera, in assenza di un riferimento alla pianificazione sui rifiuti provinciale che indichi anche i costi che l’operazione comporta per la collettività, non solo rappresenta un’operazione illegittima secondo L’UE, ma favorisce una politica degli affari che, come la Regione Campania ha dimostrato, produce solo danni al territorio, all’economia ed alla salute dei cittadini.

(Articolo tratto dal sito dell'O.L.A. Organizzazione Lucana Ambientalista)

giovedì 24 aprile 2008

Intrigo sul Pollino


Per chi non avesse avuto la possibilità di leggere l'articolo de "L'Espresso" intitolato "Intrigo sul Pollino". Basta cliccare sull'immagine per ingrandirla e renderla leggibile!

martedì 16 ottobre 2007

La vergogna continua

Dopo il nostro video sui rifiuti abbandonati sul letto del torrente Serrapotamo siamo stati anche criticati da qualcuno che ci accusava di non comunicare alle forze dell'ordine quello che abbiamo constatato! Beh... noi sappiamo che il caso dei rifiuti abbandonati è stato trattato anche dai ragazzi della Siritide con intervento della forestale etc...
Il nostro tentativo, ripetiamo , è quello di sensibilizzare i senisesi a queste tematiche affinchè in un paese dove il condizionamento dalla "vergogna " guida la vita di molti, si passi ad una concezione vera di Vergogna.
Dunque continua il nostro tentativo di smuovere qualcosa nella coscienza dei senisesi... sopratutto in quelli che tutti i giorni raggiungendo il posto di lavoro vedono le immagini che state per vedere...


giovedì 11 ottobre 2007

Coscienza civica

Senise per tutti noi rappresenta il luogo dell'infanzia, della gioventù, della vita.
E' opinione diffusa che il nostro paese sia stato mal amministrato per molti anni e per questo si è caduti in un involuzione che raccoglie tutti gli aspetti della vita della comunità. Cerchiamo di non assecondare questa corrente, cerchiamo di nuotare trasversalmente e di provare a salvare i nostri luoghi, la nostra storia, il nostro paese. Il video che abbiamo pubblicato (rifiuti sul torrente Serrapotamo) vuole essere una denuncia alle nostre coscienze. Spostare l'attenzione su cose reali e non su sterili dibattiti politici che ormai da troppo tempo occupano i mezzi di comunicazione e le nostre menti. Questo è solo un piccolo esempio di tutte quelle cose che ognuno di noi vede ogni giorno e metabolizza come se fossero "normali". Chiunque ha già visto questo tipo di scenari ma spesso la desensibilizzazione chiude gli occhi alle nostre coscienze e ci impedisce di cambiare un comportamento errato! Le parole spesso sono inutili! Servono le azioni, le BUONE azioni! Uno ad uno tutti noi senza badare a quale amministrazione componga il consiglio comunale!

lunedì 2 luglio 2007

Ecologicamente s/corretto

(Cestino in via A.De Gasperi)

A proposito dell’ecologicamente corretto, vi siete mai accorti che all’interno del nostro paese non ci sono cestini pubblici per i rifiuti.

Se presenti, sono molto pochi, da sembrare un miraggio ogni volta che li si vede.

Quei pochi presenti sono collocati: un paio in via Alcide De Gasperi ( “ piano di sole”), uno in Corso Vittorio Emanuele ( “piazza”), comunque sono piccoli ( vedi foto) e messi in maniera arrangiata. Mancano in altre zone, ad esempio, Largo della Libertà ( “San Biagio”), Centro Storico, Corso Garibaldi, via Madonna di Viaggiano, zona Rotalupo etc..

Il cestino per quando possa essere banale è il primo filtro per cercare di evitare lo scempio del rifiuto in ogni angolo, un modo per tentare di tenere puliti i luoghi.

E’ vero che se non c’è civiltà la carta viene buttata per terra anche davanti al cestino, però la civiltà viene inculcata sempre attraverso la ragione e se non si riesce, attraverso giusti provvedimenti.

Avere un paese pulito, è un modo per dare un senso al non senso, all’inciviltà la civiltà, in modo da essere sempre presenti ed avanti, per non passare per il solito paese ecologicamente scorretto.

martedì 26 giugno 2007

Chi vivrà, vedrà...speriamo!

Il completamento della Serrapotina, un’arteria importante per l’intera valle del Sinni, in tutto lunga 25 km,divisa in 5 lotti, collega Carbone all'innesto della Sinnica, a Senise,ha sempre subito ritardi, e soprattutto, gestioni poco chiare.
Dopo la costruzione dei primi lotti, si è fermato tutto, lasciando la strada incompleta e con i lotti appena completati abbandonati al loro destino.
Nel febbraio 2003, dopo la realizzazione del nuovo progetto fatto nell'estate dell'anno precedente, l'amministrazione di allora, del comune di Senise, chiede di modificare il progetto già approvato ed appaltato, con una perdita, oltre che delle spesse progettuali, ma anche dei tempi di realizzazione.
Nel 2006 la provincia di potenza emana un bando di appalto per l'affidamento dell'incarico di collaboratore tecnico amministrativo e/o di collaudatore statico per lavori stradali, in tutta la provincia e anche, per i lotti 2, 3, 4 e 5 della Serrapotina, quest'ultimi mai completati, per una spesa di circa 7 milioni di euro, per questo collaudo non ancora possibile.
Il 13 Aprile di quest'anno. il presidente della provincia e l'assessore alla viabilità, hanno incontrato i rappresentati coinvolti nella gestione e nella realizzazione della strada, riepilogando il nuovo piano di intervento, lotto per lotto, con la conclusione che i primi 18 km, cioè i primi 4 lotti, sono necessari 10 milioni di euro. a cui poi vanno aggiunte le risorse per l'ultimo lotto, il quinto, di 7 km, che vanno fino alla sbocco della Sinnica, e quello per risolvere il problema di collegamento dei centri abitati.
Insomma, altri fondi, che si vanno a sommare a quelli arrivati fino ad oggi, che avrebbero potuto porre fine a questa strana e quanto mai assurda faccenda.

venerdì 22 giugno 2007

Energi-diga










Sapevate che alla nostra cara diga sono presenti alternatori che possono produrre 2000 Kw di elettricità? Si tratta di Energia più che abbondante per soddisfare tutto il Comune di Senise. Che significa tutto questo? Soldi sprecati e rubati ai cittadini di Senise, innanzitutto perché vengono tenute ferme attrezzature che saranno costati soldi all’epoca della costruzione dell’invaso, inoltre, perché questi alternatori avrebbero potuto far risparmiare parecchi soldi alle casse comunali e ai cittadini, non dovendo pagare l’elettricità.

Quanta energia avremmo potuto produrre in tutti questi anni (!!) e a quanti benefici abbiamo dovuto rinunciare noi senisesi (o senisari) per colpe non nostre e per la nullafacenza dei nostri politici(!!).

Considerando che l’impianto può produrre 2.000 kw ogni ora, e che questi impianti potrebbero produrre energia elettrica per 12 ore, avremmo 24.000 kw di energia elettrica prodotta al giorno, che moltiplicato per i 365 giorni dell’anno, significherebbero: 8.760.000 kw prodotta in un anno!!!

Ora amici senisari, io non so tradurre in termini economici a quanto equivale tutta questa energia (mai prodotta), ma credo, che non sarebbero pochi i soldi che noi tutti potremmo risparmiare, e non pochi i benefici da trarne.

Non aver usufruito di questi alternatori è incomprensibile, ai “senisari” erano state presentate tante buone prospettive dalla costruzione della diga, ma quello che hanno avuto sono stati i terreni espropriati, le tasse su servizi inesistenti o per nulla efficaci, la disoccupazione con conseguente futuro inimmaginabile per le nuove generazioni, e la magnifica classe politica.

giovedì 21 giugno 2007

118...che non arriva

L'immagine “http://www.spencer.it/Download/Foto%20ricordo%20118.jpg” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.

Aspetta e spera, per il primo soccorso c'è il 118, sempre nel caso che arrivi.
Perchè un paesino come quello di Senise con settemila persone non ha una struttura di 118, forse non serve, perchè la salute nel paesino è buona, vecchi arzilli come non mai, che sfiorano i cento, donne e bambini che hanno nel vigore fisico il loro punto di forza, oppure, per quale motivo??
Avere una postazion del 118 in una zona come quella senisese è strategicamente molto importante, specie dopo le nuove disposizioni della'Asl numero 3, di Lagonegro, che dopo le transizioni che porteranno alla nascita dell'ospedale unico di Lagonegro, ha diviso le ex aree ospedaliere che prima esistevano in aree con compiti specifici, Maratea polo riabilitativo, Lauria si fa carico delle patologie terminali e infine Chiaromonte sede dell'area del disagio.
Dunque, il polo della prima emergenza è fondamentale ed importante, sempre se all'interno mettano un medico, visto che adesso c'è solo un infermiere.